Carl Jung

Carl Gustav Jung (Kesswil, 26 luglio 1875 – Bollingen, 6 giugno 1961) è stato uno psichiatra e psicoanalista svizzero. La sua tecnica e teoria di derivazione psicoanalitica è chiamata "psicologia analitica".

Inizialmente vicino alle concezioni di Sigmund Freud se ne allontanò definitivamente nel 1913, dopo un processo di differenziazione concettuale culminato con la pubblicazione, nel 1912, di "La libido: simboli e trasformazioni". In questo libro egli esponeva il suo orientamento, ampliando la ricerca analitica dalla storia personale del singolo alla storia della collettività umana. L'inconscio non è più solo quello individuale, prodotto dalla rimozione, ma nell'individuo esiste anche un inconscio collettivo.

 

 

PSICOLOGIA - Carl Gustav Jung

Nel 1930 Jung fu nominato presidente onorario della Associazione tedesca di psicoterapia. Con l'avvento del nazismo questa Associazione, cui aderivano parecchi psicoterapeuti ebrei, fu sciolta e ne fu creata un'altra, a carattere internazionale, con Jung presidente.

Nel 1934 Jung fu criticato per la sua adesione ad un'organizzazione di origine nazista, oltre che per la sua funzione di redattore capo della rivista "Zentralblatt fur Psychotherapie", un periodico di analoga matrice nazista. Jung e i suoi difensori, in questa querelle sulla presunta ed improbabile adesione di Jung al nazismo, replicarono sostenendo che la sua presenza in questi organismi avrebbe permesso di salvaguardare l'attività degli psicoterapeuti tedeschi ebrei.

In questa stessa epoca Hitler prendeva il potere in Germania e, sfortuna per Jung, il caso volle che il redattore tedesco della rivista, il cui nome compariva accostato a quello di Jung risultava essere il professor Goering, cugino, del più famoso per altre ragioni, Hermann Goering.

In questo periodo di presidenza Jung scrisse l'articolo "Wotan" apparso sulla "Neue Schwezer Rundschau" che in seguito diverrà il primo capitolo dell'opera Aspetti del dramma contemporaneo.

Sempre i sostenitori di Jung in questa querelle sostennero che Jung non accettò questo incarico a cuor leggero ma nella speranza di salvare il salvabile, tant'è che, quando si accorse di non poter fare nulla, nel 1939 rassegnò le dimissioni sia dalla carica di presidente della "Società medica internazionale di psicoterapia" sia da redattore della rivista. In questo stesso periodo le autorità hitleriane hanno già preso misure contro Jung: gli è stato negato l'accesso in territorio tedesco, le sue opere vengono bruciate o mandate al macero in tutti i paesi d'Europa nei quali è possibile e il suo nome figura ormai nella famigerata lista "Otto", vicino a quella di Freud e di molti altri.

La relazione tra Jung e il nazismo continuò, anche dopo la guerra, ad essere oggetto di polemiche e dibattiti.

Jung fu anche un grande ricercatore di temi sull'alchimia. Sembra fosse preceduta da sogni premonitori che gli mostrarono un’ala nuova della casa (la nuova parte della psiche e dell'opera). Nell’ala nuova Jung vedeva una bellissima biblioteca di libri del 1600 e 1700, con strane incisioni e illustrazioni simboliche. I sogni indicavano che stava per iniziare una nuova fase conoscitiva e preannunziavano la raccolta dei i rari e ardui testi ermetici che per 30 anni occuparono la sua ricerca. Anni dopo, la biblioteca del sogno era realizzata, Jung aveva messo insieme la piu' grande messe di testi alchemici esistente, sia orientali che occidentali, e poteva studiare tutte le forme in cui l’alchimia si era manifestata fin dai tempi più remoti.
Storicamente, l’alchimia appare in tempi e luoghi diversi, ma Jung cerca ciò che accomuna la specie umana in senso universale, cerca cioè gli archetipi, le grandi forme della psiche collettiva, il substrato psichico comune a tutti gli uomini della Terra. Per cui non considera l’alchimia un fenomeno storico o temporale ma una categoria psichica, universale e perenne, che affiora sempre nello stesso modo con simboli e modalità comuni, e non riguarda tanto precise operazioni materiali quanto qualunque attività uno intraprenda: scienza come terapia, insegnamento o arte, filosofia o religione, insomma ogni aspetto della vita stessa.

Scrisse Psicologia e alchimia nel 1935.
Jung scopre singolari affinità tra antichi simboli cinesi e i sogni dei suoi pazienti: comincia così a studiare i testi degli alchimisti. Dopo quindici anni di lavoro pubblica questo volume, che rimane fra le sue opere più affascinanti. La tradizione alchimistica e la pratica analitica hanno in comune il tentativo di creare una realtà nuova e superiore: da una parte l'oro, la pietra filosofale, dall'altra la "presa di coscienza" della psicologia moderna. L'achimia è espressione di una pulsione a trasformare la materia prima dell'esperienza in conoscenza: vuole portare alla luce il lato divino che dorme nell'oscurità degli istinti.